Jikkanshō

Il Jikkanshō, o shō Zuzō, è un’enciclopedia iconografica del buddismo esoterico del periodo Heian, conservata presso il tempio Daigo-ji.

In particolare, l’attenzione ci concentra sui cinque Myou (Grandi re della luce), divinità dall’aspetto feroce che allontanano i mali per proteggere la legge del Budda. I passaggi del testo su entrambi i lati delle immagini identificano le divinità, riportando mantra sia in giapponese che in sanscrito, e descrivere in dettaglio i loro attributi iconografici.

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Otto viste dei fiumi Xiao e Xiang

Otto viste dei fiumi Xiao e Xiang è un emaki del periodo Edo di Kano Tsunenobu.

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Kuyō hiryaku

Il Kuyō hiryaku è un emaki del periodo Heian che raffigura il sistema stellare; in particolare, illustra i “nove luminari” (sanscrito: Navagraha) che emergono dalla tradizione vedica: il sole e la luna; i pianeti Giove, Marte, Saturno, Venere, Mercurio; e la personificazione dell’ascesa e della discesa dei nodi lunari. Ognuno appare all’interno di un disco accompagnato da un testo dettagliato che spiega le proprietà e l’aspetto della figura.

Progettato per predire il destino e per aiutare a superare l’influenza delle configurazioni stellari sfavorevoli, i rituali del Buddhismo Esoterico, importati dall’India e combinato col taoismo, hanno svolto un ruolo indispensabile nella vita religiosa della Cina. Successivamente rituali dedicati alle stelle sono stati introdotti anche in Giappone insieme agli insegnamenti del Mikkyo (buddismo esoterico).
In origine il Kuyō hiryaku sarebbe servito come un riferimento iconografico per i monaci.

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Acrobati

Questo emaki del periodo Edo raffigura una serie di acrobazie, alcuni puramente immaginarie, altre effettuate nel periodo Edo. Vi sono anche iscritte diverse poesie umoristiche che fanno confronti comici tra la vita degli acrobati e le difficoltà della vita quotidiana.
Gli spettacoli degli acrobati giunsero in Giappone dalla Cina nel VII secolo, e godettero di popolarità nel periodo Muromachi (1392-1573) quando una forma di acrobazia chiamata “danza del ragno” fu sponsorizzata da aristocratici e capi militari forma di intrattenimento religiosa. Con la crescente urbanizzazione e commercializzazione del Giappone nel periodo Edo, le acrobazie cominciarono a essere eseguite pure nelle aree urbane come forma di godimento per tutte le classi sociali.

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Rotolo illustrato delle divinità del reame del diamante

Il Rotolo illustrato delle divinità del reame del diamante è una rappresentazioni iconografica delle trentasette principali divinità buddiste del reame del diamante, come presentate nel sutra Vajrasekhara, più altre divinità ausiliarie, per un totale di quarantanove divinità.
Secondo un’iscrizione, sembra sia stato copiato da una pergamena appartenente al tempio Zento-in sul monte Hiei nella prefettura di Shiga. Zento-in, infatti, possiede un rotolo molto simile a questo. Conosciuto come il Rotolo delle trentasette divinità, tale emaki sarebbe giunto in Giappone dalla Cina, nell’806, grazie a Saicho (767-822), il fondatore della Scuola Tendai.
Si distingue fortemente dal Mandala del reame del diamante di Kukai di (774 -835) della scuola Shingon per la raffigurazione dei bodhisattva, mostrati seduti su troni di loto, che invece nel rotolo della scuola Tendai vengono raffigurati mentre cavalcano animali e uccelli. Le identità di alcune delle divinità della pergamena sono indicati con le lettere in sanscrito, invece le loro qualità con i caratteri cinesi.

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Genji Monogatari emaki

Questa versione del Genji Monogatari emaki, famoso romanzo medievale di Murasaki Shikibu, è del periodo Edo, ed è incentrata sul funerale dell’imperatore Kiritsubo, il padre del principe Genji: nelle scene vediamo una sontuosa cerimonia con una folla di cortigiani in abbigliamento da lutto.

Le dimensioni e lo stile dei frammenti pervenutici suggeriscono che originariamente appartenesse a un emaki che raccontava una serie di sei episodi illustranti il 10° capitolo del romanzo.

Stilisticamente, è presumibile pensare che l’emaki appartenesse a un seguace di Kano Sansetsu (1589-1651), che faceva parte di un gruppo noto come Kyo- Kano (Kyoto Kano). Il dipinto è un ottimo esempio del tentativo della scuola Kano di conservare la tradizione Yamato-e, come segno di opposizione verso la scuola rivale Tosa.

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Jin’ōji engi emaki

Il Jin’ōji engi emaki è un emaki del periodo Muromachi che narra le leggende sulle origini di Jin’ōji, un piccolo tempio della scuola buddista Tendai, situato ai piedi del Monte Katsuragi, circa 30 chilometri a sud ovest di Osaka, e dei suoi fondatori. Secondo la tradizione, l’asceta En no Gyoja si recò in Corea per chiedere alla divinità Hosho Gongen di venire in Giappone a proteggere il sito del futuro Jin’oji. A seguito dell’approvazione di Hosho Gongen, il tempio fu fondato nel 684.

Monaci, pellegrini e laici funzionari si muovono da destra a sinistra, verso la Sala d’Oro, per l’annuale incontro del Grande Maitreya, con letture di sutra buddisti e cerimonie eseguite per la protezione della nazione.

Le figure sono dipinte in uno stile vivace caratterizzato da forti contorni pieni di luce di colore. Ciò che caratterizza maggiormente questo emaki sono la miscela armoniosa del paesaggio, commista di architettura e di attività umana, che segnano il culmine della storia glorificata di Jin’ōji.

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Inso emaki

L’Inso emaki descrive gesti delle mani conosciuti come mudra in sanscrito, la lingua indiana in cui furono scritti molti dei primi testi buddisti esoterici. In Giappone i gesti sono chiamati Inso, il termine giapponese per una parola cinese che unisce i personaggi per “sigillo” e “forma”.

Secondo il buddismo esoterico, i mudra sarebbero come decreti fisici di verità ultime rivelate attraverso i Budda e altre divinità. I praticanti del buddismo esoterico in Giappone formano i mudra durante la meditazione e i rituali, e ancora li usano per interpretare il significato delle immagini buddiste dipinte e scolpite.

L’Inso emaki, realizzato nel periodo heian, è stato tramandate nel tempio di Kyoto Shoren-in, un tempio Tendai della scuola tradizionalmente amministrata dai principi imperiali che avevano preso i voti religiosi.

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Gai animali

Formatosi nella tradizione accademica della scuola Kano, Kawanabe Kyosai divenne un pittore indipendente a Edo durante gli ultimi anni dello shogunato Tokugawa Un pittore prolifico e famoso, tanto  da essere conosciuto fuori dal Giappone attraverso il suo risalto alle esposizioni internazionali a Vienna nel 1873 e a Parigi nel 1883.
Questo emaki è stato formato unendo i bozzetti realizzati come modelli per i suoi studenti. Ciò che risalta è la pennellata vivace e la sicura padronanza della forma attraverso la linea che contrassegna la sua pittura.

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Sutra del loto

Questo emaki sul “Sutra del Loto” è stato prodotto nel periodo Heian, quando il buddismo era popolare presso la corte.
In particolare, ad accompagnare il sutra, troviamo due scene, tratte dai capitoli 5 e 6 (“Parabola delle erbe officinali” e “L’avverarsi della profezia”), qui dipinte con contorni abili che catturano la qualità lirica della scrittura. La scena in basso a destra raffigura la parabola dell’uomo affamato al banchetto del re, mentre in basso a sinistra sono i contadini nei campi sotto la pioggia.

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